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Home > Pa Audio > Processori Audio > Multi effetto > Tutti i Prodotti > MPX G2 ( Usato )-OFFERTA
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Modello MPX G2 ( Usato )-OFFERTA (55005)
Marca Lexicon Multi effetto
Prezzo Listino 1.210,00
Prezzo 760,00
Quantità Disponibile (consegna in 3 giorni)
I prezzi possono essere modificati in qualsiasi momento, senza alcun preavviso.
Lexicon MPX G2 multieffetto con preamp analogico per chitarra interamente programmabile
Dopo due anni più o meno tormentati, nei quali ho praticamente espanso e rinnovato tutto il mio setup, ho concluso recentemente la fase acquisti folli con il nuovo giocattolo di cui vi parlerò questa volta, la MPX G2 di casa Lexicon, multieffetto con preamp analogico per chitarra interamente programmabile. Attualmente (anche se pare stia per vedere la luce il suo successore, MPX G3) l'unico modello concepito per la chitarra, come si può leggere nel sito e nella nota introduttiva del manuale, la MPX G2 nasce da un team di sviluppo del Custom Shop Lexicon (il quale logo fa bella mostra di se nella confezione) in diretta collaborazione con parecchi artisti come Michael James, Eddie Kramer, John Petrucci, Blues ed Alex Saraceno, David Torn e Carl Verheyen che hanno prestato mani ed orecchio durante la fase di sviluppo.

Premetto che sarà un articolo breve in proporzione alla complessità e delle potenzialità della macchina in questione, complessità che già si intuisce dando un'occhiata al pesante manuale di 150 pagine, in particolare vorrei soffermarmi molto sugli aspetti più importanti e spendere qualche parola sul suono, ma soprattutto sulla qualità del suono, argomento a mio parere prioritario quando si parla di macchine di fascia superiore tralasciando la miriade di opzioni e modi d'uso che scaturiscono da un oggetto così.

La macchina si presenta come un rack da una unità, interamente nero e molto profondo per essere un multifx (circa 35cm), sul frontale sono presenti oltre al solo input principale (stranamente, forse per problemi di spazio, non presente neppure l'uscita per cuffie che trova invece posto nel retro), un pot coassiale per regolare il livello in ingresso ed in uscita dell'effetto, tre manopole analogiche con la funzione di regolare immediatamente alti-medi-bassi della sezione preamp, un ampio display da due righe, più una serie di spie ed un indicatore del numero di patch bello grande e visibile da lontano, particolarità del display, l'essere a matrice di led anziché un lcd, molto visibile in condizioni di luce

sfavorevole' beh, molto visibile solo se suonate dalla sera in poi, mi capitato di fare il sound check alle 11 del mattino e non riuscire a capire neppure se era accesa!

Proseguendo troviamo due tasti speciali, il primo permette di impostare il Tap tempo in modo da sincronizzare gli effetti col metronomo ' una caratteristica molto interessante la possibilità di impostare qualsiasi parametro di tempo o frequenza usando unità di misura assolute (hertz, millisecondi, metri!) o relative al metronomo interno, il secondo, chiamato A/B glide, effettua un 'crossfade' da un valore ad un altro di un parametro a scelta in modo progressivo come una sorta di 'morphing' del segnale; più a destra ci sono 9 tasti luminosi che permettono di vedere ad occhio lo stato di accensione dei vari effetti e ad occorrenza di bypassarli con un semplice tocco, una manopola dial, i tasti di navigazione fra i menù ed infine un interruttore main di dimensioni decisamente ridotte. Sul retro, da destra a sinistra troviamo l'input secondario (disabilitato da quello frontale), gli ingressi e le uscite del loop effetti e la relativa manopola per il livello, uscite bilanciate in formato XLR e jack stereo (funzionano anche con i cavi standard ma si perde il bilanciamento), gli ingressi remote per collegare fino a tre footswitch ed un pedale d'espressione, le solite MIDI in, thru ed out, la prima delle quali fornisce l'alimentazione phantom, ed infine la presa per il cavo d'alimentazione.

Le caratteristiche salienti sono tutti gli input ed output (compresi il loop effetti) a 24bit 44.1khz, due processori DSP interni indipendenti, uno dei quali dedicato al riverbero, elaborazione del segnale a 32bit, sezione preamp analogica con diverse modalità, 250 memorie preset e 50 user (lo so, davvero pochi, specie considerando che gli user di fabbrica sono quasi tutti inutilizzabili), manca invece una I/O digitale che sarebbe stata decisamente utile per il direct recording.

L'architettura di questa macchina particolare, infatti possiede due linee DSP in serie separate da un insert effetti (dove consigliato inserire un preamplificatore), presente anche una sezione di preamplificazione subito a monte dell'insert; la sezione digitale suddivisa a moduli d'effetto, sono presenti i moduli Effect1, 2, Chorus, Delay, Reverb, Equalizer, Gain oltre ad un noise gate doppio (per la parte digitale e per quella analogica), un limiter in ingresso che agisce in caso di overload evitando distorsioni digitali sgradevoli, uno speaker emulator programmabile. Tutti gli effetti (in totale 76) possono essere, a seconda della tipologia, assegnati liberamente ai moduli fino ad occupare tutte le risorse del processore, liberi da questa logica sono la sezione gain, noise gate, speaker emulator, ed infine il riverbero che ha un processore dedicato che consente di poter disporre dei leggendari riverberi Lexicon in ogni momento e senza nessun compromesso. In pratica i moduli caricati sul processore principale sono al massimo 5, sul secondo, identico al primo, ci va il riverbero, il resto analogico e perciò non occupa risorse di calcolo.

Il routing dell'effetto programmabile e consente di disporre liberamente gli effetti in qualsiasi ordine su due linee parallele, non possibile però avere più di due linee quindi due effetti in parallelo, limitazione abbastanza antipatica specie perché rende difficoltosa la programmazione degli effetti come riverbero, delay e chorus, tradizionalmente in parallelo, grande novità, la possibilità di configurare il loop effetti come un modulo e quindi disporlo liberamente nella rete di effetti in modo da avere sia i normali effetti post gain, sia quelli pre gain come il wha, i phaser o i compressori.

La configurazione della macchina ha un'altra caratteristica molto interessante, la tecnologia che Lexicon chiama 'straight wire', che consente di bypassare analogicamente le sezioni d'effetto pre e post gain, se per esempio non inserite nessun effetto prima del loop il segnale passa direttamente senza essere convertito alla sezione post gain, questo permette di mantenere al minimo il degrado del segnale originale, possibile sentire i relay mentre si bypassa la sezione! Non solo, la sezione post configurabile sia in serie che in parallelo, nel secondo caso il suono dry viene ripresentato assolutamente puro in ingresso al finale di potenza, miscelato con gli effetti in parallelo, sfortunatamente questa funzione non programmabile se non come setup globale della macchina.

Gli effetti disponibili sono 76 e non starò ad elencarli tutti, ma citerò quelli più interessanti: come ho detto, la sezione gain analogica e mette a disposizione diverse modalità, dal boost all'overdrive fino al fuzz, in particolare emula la risposta di un TubeScramer, di un OD1 e di un Classic Fuzz, oltre ad un preamp higain programmabile. In linea di massima suonano tutti molto transistorizzati, il preamp in particolare proprio non mi piace e sicuramente non adatto ad un uso 'stand alone', tuttavia, inserendo questo modulo in ingresso ad un preamp a valvole (nel mio caso ho collegato il mio QuadX Amp e la mia Steavens) si riescono ad ottenere le sonorità tipiche di queste configurazioni stomp box + ampli, il Tubescreamer mi piaciuto tantissimo, in particolare abbinato al canale crunch del Carvin ed usato come boost sono riuscito ad ottenere un drive potente e pienissimo, molto morbido nell'attacco e comunque dinamico, anche con l'overdrive, il distorsore ed il fuzz si ottengono cose molto simili ma via via più aggressive.

Sono presenti anche una serie di Wha ed autowha che a detta del Lexicon emulano il CryBaby ed il Vox con controllo dei bassi per prevenire lo 'scarnificamento' eccessivo del suono ed un compressore in uscita per dare più punch e limitare i picchi di risonanza, e qui la prima sorpresa, il wha davvero molto valido, tranquillamente paragonabile ad un CryBaby medio (con tutti i suoi difetti), la variazione Vox smile alla prima anche se rimane più calda, ma avendo provato un Vox vintage degli anni 60 posso affermare che siamo molto lontani da quel suono, ottima la regolazione dei bassi che permette di tenere il suono molto compatto e pieno, se consideriamo che tutto digitale non possiamo che fare un plauso per il risultato finale.

Il compressore, sui modelli del CS2 Boss e del DynaComp MXR, che ha l'utile level meter per regolare la soglia d'intervento; non sono un fan dei compressori e detesto i compressori per chitarra per la loro mancanza di trasparenza, secondo me un compressore deve darti sustain e cazzotto senza però che si senta il suo intervento, cosa che riescono a fare solo i modelli da studio, già la mancanza di un meter per verificare la corretta soglia di intervento per me ridicola, ho appreso con molto entusiasmo la presenza di questo controllo e credo che sperimenterò un po' tuttavia la qualità non mi sembra eccellente, mi riservo di aggiungere un ulteriore commento più avanti.

Una riproduzione dell'UniVybe usato da Hendrix, di vari moduli di panning e pseudo leslye e filtri d'inviluppo e comb filters, molto interessanti per chi alla ricerca di sonorità al contempo 'vintage' ma inusuali, molto utili e 'intrippanti', la qualità molto buona e mi sto godendo il phaser una cifra, mi sono ripromesso di sperimentare col filtro sweep, questo riprende il modello dei filtri presenti nei vecchi synth analogici a sintesi sottrattiva, tutto controllabile in tempo reale.

Un pitch shifter, con opzione diatonica 'intelligente', che si può linkare ad un pedale d'espressione in modo da convertirlo in whammy pedal, su questo effetto c'è da dire che ha una qualità di sintesi molto buona, sulle frequenze acute il suono esce sempre liscio e privo di artefatti, invece abbastanza impreciso sui bassi che appaiono discontinui e impastati. Il lato negativo (molto negativo a dire il vero) proprio l'opzione diatonica che sbaglia spesso intonazione e armonizza in maniera errata, non sono riuscito a capire se dovuto a problemi di rilevazione del pitch (improbabile visto che il tuner funziona in maniera ineccepibile) o ad errori sulle tavole armoniche (una matrice che associa per ogni nota in input e relativa intonazione il corretto intervallo che purtroppo non personalizzabile), fatto sta che usando certe scale modali su certi intervalli il sistema canna di brutto rendendolo inutilizzabile se non smanettando fra le equivalenze in cerca di un'armonia corretta.

Un modulo JamMan, un campionatore con memoria di 20 secondi completamente controllabile in remoto (esattamente come il JamMan), e qui la seconda sorpresa: non ero molto interessato al sampler perché non ne avevo bisogno ma ho impostato una patch per sperimentare e mi sono trovato a giocare ore sui miei loops creando linee, improvvisando sui soli, davvero intrigante! Gli usi live sono tantissimi, dall'arricchire con delle parti addizionali un brano, al costruire linee intere anche utilizzando rumori (o impostando gli effetti in modo da creare patterns ritmici molto 'elettronici'), in studio l'ho trovato comodissimo quando sto lavorando su linee polifoniche e non ho voglia di aspettare che l'altro chitarrista o il tastierista tirino giù delle parti per farmi le backing lines, tra l'altro ho trovato semplicissima la gestione dei loops al punto che si possono improvvisare questo genere di giochetti anche sul brano senza fare particolari sforzi di programmazione preventiva.

I delay sono perfetti, come ci si aspetta da una macchina di questo livello, interessante l'effetto Echo che abbina un feedback ad un filtro capace di simulare la perdita progressiva di frequenze dopo ogni ripetizione, si possono ricreare facilmente effetti vintage come l'echo a nastro.

Il chorus quello che mi ha lasciato più perplesso, sono abituato ai chorus digitali Roland che a molti non piacciono perché sono troppo 'processati', io li trovo stupendi perché rendono il suono molto aperto e profondo anche se ne faccio un uso estremamente parsimonioso perché hanno la pessima caratteristica di impedire al suono di bucare il mix e mangiarsi la dinamica ed il calore delle valvole, il chorus Lexicon più caldo e impasta meno il suono ma resta decisamente leggero e delicato, non riesco ad ottenere quei suoni apertissimi e molto spaziali che mi servono su certi passaggi arpeggiati, una causa purtroppo anche il fatto che il segnale processato in parallelo e quindi il massimo dell'effetto equivale al 50% di quello che hai col Roland, l'unico modo usare il detune che resta più spaziale ma non ha la modulazione' va detto che il mio chorus ideale analogico, perchè sintetizza le doti di spazialità e calore senza perdere nulla della dinamica delle valvole.

Ed infine un riverbero degno di questo nome, beh, che ci si può aspettare da questo effetto se non il massimo della qualità, in fondo Lexicon solo da trent'anni il leader indiscusso in campo di riverberazione digitale: sono disponibili diverse tipologie, dalle rooms, alle chambers, plate, hall, gated, tutte regolabili da molti parametri, dai soliti decay e predelay ai fattori di smorzamento acustico, dimensione della stanza e densità delle riflessioni, ad orecchio, rispetto da altri riverberi di buona qualità, si sente una pasta molto uniforme e liscia e soprattutto la profondità ed il senso di spazio che mancano ai riverberi della concorrenza, certo non ci troviamo di fronte a macchine di serie superiore come la 480L ma per una chitarra probabilmente anche troppo.

I controlli su questa macchina sono infinitamente numerosi, molto apprezzabile la presenza di 5 controllers in tempo reale che permettono di modulare qualsiasi parametro presente utilizzando come driver, pulsanti, pedali d'espressione, switch (sia in versione momentaneo che ad interruttore) e, novità, due oscillatori programmabili, un generatore di numeri casuali ed un 'envelope follower' che reagisce al segnale in ingresso (pensate all'idea di poter avere un autowha oppure un autophaser, un autoflanger o un pitch dinamico).

È anche possibile impostare alcuni effetti come global, in questo modo gli effetti rimarranno sempre attivi ed identici in ogni patch come se fossero pedalini, il riverbero non cancellerebbe la coda durante un cambio patch ed possibile adattare il riverbero all'ambiente in cui si suona istantaneamente per tutte le patch, la stessa cosa fattibile sul noise gate (pensate di trovarvi in un ambiente immerso in campi magnetici o semplicemente di cambiare chitarra, in questo modo un attimo regolare tutto), con lo speaker emulator (e convertire tutte le patch live in versione direct recording), il mix globale, i controllers, le concatenazioni degli effetti' davvero un mare di possibilità!

È presente una utilissima funzione di midi learning che permette di asssegnare non solo program change per il cambio programma ma anche qualsiasi tipo di continous controller che rende la programmazione molto agevole e per chi non possiede una pedaliera capace di mandare messaggi CC ma solo ProgramChange (PG), sarà lieto di sapere che possibile programmare la MPX in modo da rispondere ai PG anche per controllare parametri in tempo reale.

Sono presenti anche diversi metodi di organizzazione delle patch, tramite un vero e proprio database possibile ordinare le locazioni di memoria per numero, per nome, per genere, per tipologia d'effetto e tramite 3 midimap assegnabili liberamente, a proposito di questo c'è da dire che la MPX G2 reagisce alla pedaliera midi in base all'opzione di ordinamento del data base, di conseguenza se per caso avete attivato l'ordinamento per nome ogni cambio patch sarà mappato in base a questo e non più in base alla midimap, occhio quindi a non smanettare prima di un concerto!

Altro difetto (corretto nella versione 1.10 del software) era non poter assegnare la stessa locazione a più program change, questo obbligava a sprecarne tantissime inutilmente e considerando che si hanno solo 50 locazioni user la cosa era davvero antipatica, personalmente non l'avrei mai presa senza questa caratteristica, oltre a questo, l'aggiornamento risolve diversi altri problemi e mette a disposizione alcuni nuovi effetti compreso un ring modulator, per saperne di più collegatevi

alla pagina dedicata alla MPX G2 dove troverete tutti i dettagli, oltre al manuale dell'utente, una faq e qualche altro file di minore importanza, in ogni caso consiglio di dare un'occhiata approfondita al manuale prima di metterci le mani (o fare l'acquisto), si tratta di un dispositivo davvero complesso e ad una prova veloce in negozio potrebbe sfuggire qualche lacuna che lo renderebbe inutilizzabile per certe esigenze.

Ma parliamo di difetti: il cambio canale avviene in modo strano, non capisco bene come mai ma cambiando patch tramite la dial wheel sul pannello frontale ci mette un secondo buono (nel quale l'effetto continua a funzionare col vecchio programma non generando il fastidioso buco di suono) mentre da pedaliera il cambio praticamente immediato; inoltre quando si manda un program change che attiva la patch già selezionata (es: siete nel programma 123 e mandate un PG che richiama di nuovo il 123) la MPX commuta resettando la patch ai valori normali, questo significa che se avete attivato il pedale del wha questo verrà riportato alla condizione memorizzata, peggio ancora, il delay perderà la memoria e così anche l'eventuale loop campionato nel JamMan, non sono riuscito a trovare un'opzione per ovviare a questo problema; infine, lo stato degli switch (toggle switch 1, 2 e 3) resta memorizzato anche cambiando patch, di conseguenza se per caso cambiate patch con il toggle su ON questo resterà su ON, premendolo di nuovo invece che attivare il parametro programmato lo terrà disattivato rendendo necessario premerlo ancora (cosa decisamente fastidiosa quando si suona in una situazione in cui non sentite perfettamente un effetto di sfumatura e non potete essere sicuri di averlo attivato o meno. Il sistema di controllo RealTime progettato per interpolare i controllers in ingresso per poter intervenire sui parametri in modo molto morbido e naturale, questo però introduce un po' di ritardo nel pedale d'espressione quando lo si 'apre' molto velocemente, cosa per certi versi un po' antipatica, sulla faq trovata nel sito loro suggeriscono di disabilitare il filtro di interpolazione ma io ho provato e non cambia nulla (può darsi che questo non sia disattivabile dall'ingresso expression pedal ma solo dal pedale midi di una pedaliera).

La Lexicon ha realizzato in abbinamento a questo effetto anche una pedaliera, la MPX R1, che dialoga direttamente in maniera più completa rispetto alle altre pedaliere midi, permette di attivare l'accordatore, entrare in modalità stompbox (ad ogni tasto viene assegnata la funzione di bypass per ciascun modulo d'effetto), controllare col pedale d'espressione integrato il wha o il volume o qualsiasi altro parametro configurato ecc, io non possiedo la R1 ma sembra essere davvero ben fatta, tutta in metallo e coi tasti disposti razionalmente.

In definitiva una macchina completa, versatile, molto complessa e di qualità davvero elevata, ma la possibilità di mantenere un routing parallelo analogico e bypassare tramite relay la sezione pre-gain che libera l'utente dal dover fare uso di un looper e di un mixer di linea esterni (anche se un mixer di linea valvolare sarebbe comunque superiore) senza compromettere il segnale dell'ampli il vero punto di forza della MPX G2, finalmente dal vivo non ho più avuto la sensazione di 'poca trasparenza' del suono che avevo collegando il multieffetto in serie. Infastidisce parecchio la cattiva prestazione del pitch diatonico che forse avrebbero fatto meglio a non mettere ed il preamplificatore per usi stand-alone che può essere interessante ma certamente non all'altezza delle aspettative in rapporto al resto della dotazione (un po' come mettere su un'auto di lusso un autoradio economico), inoltre davvero non capisco la scarsissima dotazione di memorie user (e la inutile abbondanza di memorie non scrivibili!) quando un GP100 Roland ne mette a disposizione ben 200 ed una Eventide 500. Il prezzo sicuramente alla portata di pochi, in Italia non ho trovato riscontri ma negli states (dove il prezzo sicuramente inferiore) si trova a prezzi da 1000 a 1500 dollari, che la pongono in diretta concorrenza con il G-Force della TC-Electronics, vale la pena chiedersi se li vale tutti, in considerazione del fatto che abbinando un G-Major o un Intellifex ad un buon mixer valvolare (come il Missing Link Advance) si dispone di un processore in parallelo di qualità ottima e con qualche pedalino analogico si possono ottenere funzionalità molto simili ad un prezzo inferiore forse, certo si perde in praticità e ingombro e poi ci sono sempre quei riverberi Lexicon che mi piacciono tanto...

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